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28.03.2012

L'arte del SUMO: storia, foto, curiosità

Il Sumo è uno sport che racchiude in sé le più antiche tradizioni giapponesi. Lo scopo del combattente è spingere con la forza l’avversario al di fuori del ring circolare (dohyō) o di far sì che egli tocchi il suolo con una qualsiasi parte del corpo diversa dai piedi. Ma non fatevi ingannare dall’apparente basicità dello svolgimento della gara.

 

 

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l sumo affonda le sue origini nella pratica Shinto dell’era imperiale.

Tali rituali sono visibili nell’entrata nel ring, quando i lottatori praticano lo shiko, cioè sbattono i piedi per terra per liberarsi dagli spiriti maligni. Usciti dal ring, ai due viene quindi data dell’acqua, chikara-mizu, “acqua del potere” con cui si sciacquano la bocca e la asciugheranno con la chikara-gami, la “carta del potere” fatta di riso.

Dopo ciò rientrano nel ring e spargono del sale per purificarlo prima di iniziare la lotta.

Questo rituale spesso prende più tempo del match stesso, in quanto capita che ci sia un vincitore già dopo pochi secondi. Il massimo in genere è di circa quattro minuti, dopo i quali è l’arbitro a dare un break se la situazione non sembra smuoversi.

 

 

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Il sumo si basa infatti su rigidissimi dettami che plasmano ogni aspetto della quotidianità dei wrestler che accedono alla professione. Esiste infatti la Sumo Association, associazione che detta il regime di vita dei lottatori, regole che ricoprono tutto: l’abbigliamento, l’aspetto, il cibo, il luogo in cui vivono e persino il comportamento. Rompere le regole risulta nell’espulsione dal rango.

 

Ad esempio ai lottatori di sumo è stato interdetto di guidare la macchina in seguito ad un grave incidente in cui è stato coinvolto un wrestler. Un po’ come succede per le geishe, la vita è molto più dura per i lottatori junior, cioè i rikishi, i quali devono alzarsi alle 5 di mattina e fare le faccende di casa in preparazione per il risveglio dei senior, i sekitori, i quali sono serviti e riveriti come delle vere star.

 

 

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Questi ultimi hanno infatti il privilegio di dormire in camere indipendenti (mentre gli altri stanno in camerate) o nei loro appartamenti se sposati; possono indossare abiti di seta di qualità, mentre agli altri è permesso solo una abito di leggero cotone e sandali di legno, anche nel freddo dell’inverno. E ancora, i sekitori dopo pranzo sono obbligati dall’associazione a fare un pisolino di qualche ora, per far sì che tutte le calorie provenienti dal lauto pasto si trasformino in grasso e massa fisica. I poveri rikishi nel frattempo puliranno o prepareranno un bagno caldo ai più anziani.

 

 

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Parlando di cibo, è interessante sapere che la media di calorie ingerite dai wrestler è di ben 20.000 al giorno (il fabbisogno di un uomo normale è di 2000-3000 Kcal)! Il piatto tradizionale è il Chanko-nabe, una specie di stufato cucinato al tavolo e accompagnato da riso che contiene verdure, pesce, carne e tofu. Il tutto è mandato giù con litri di birra, bevanda dall’altissimo contenuto calorico. Da notare che non ci sono classificazioni di peso e a volte i lottatori si trovano a confrontarsi con altri che arrivano a pesare il doppio del loro stesso peso!

 

 

Sumo_06.jpg            Photo: Tomoki Momozono

 

 

Vita dura quindi quella di questi omoni, ma se poi guardiamo ai loro guadagni mensili, forse un pensierino lo possiamo anche fare: tra i 15.000 e i 40.000 Euro, più vari bonus durante l’anno.
Inoltre i lottatori professionisti hanno spesso anche dei fan club e hanno guadagni dalla loro memorabilia: tazze, piatti e quant’altro raffiguranti la loro effigie. Tra tutti, il più costoso è la tegata, cioè la stampa della mano del lottatore e la sua firma di lato: un vero tesoro per i fan!

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