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26.03.2012

La famosa designer Elisa Palomino e i suoi “Crystal Flowers”

La mattina di sabato 18 febbraio il team di Japancoolture si è trovato a vagare per i lunghi corridoi Art Decò di Freemason’s Hall, quartier generale delle Logge Massoniche di Londra.

 

Video by Nicola Cavalazzi

 

In occasione del London Fashion Week, il palazzo settecentesco è stato trasformato in sede del Vauxhall Fashion Scout, evento promotore di nuovi (ma anche piuttosto affermati) talenti della moda.

Non c’è stato da stupirsi, quindi, se da una calma silenziosa e austera è bastato girare l’angolo per essere catapultati in un’atmosfera completamente opposta: un turbinio di colori, il tic-tac di mille tacchi che corrono in tutte le direzioni, un vociferare concitato e un’energia da farti girare la testa. Eravamo arrivati al backstage della sfilata di Elisa Palomino.
La nostra cara Elisa, ormai ospite fissa del nostro sito, ci ha onorati  dell’invito ad assistere alla preparazione delle sue “bambine”, come ama chiamare lei le sue modelle, prima dell’uscita in passerella per la presentazione della sua collezione (la sua terza) Autunno/Inverno 2012.

Nell’elettrico brulicare del backstage abbiamo avuto modo di fare qualche domanda alla stilista, che anche questa volta è riuscita ad incantarci con i suoi racconti di altri mondi e altre ere, di persone carismatiche ed eclettiche a cui si è ispirata nella creazione di questa collezione. 

 

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Ci ha fatto immaginare un salotto avant-garde di New York negli anni’20 e ‘30, frequentato da artisti surrealisti ed intellettuali del calibro di Marcel Duchamp, Man Ray e Francis Picabia e tre signore, regine del salotto: le sorelle Ettie, Carrie e Florine Stettheimer, di cui quest’ultima è l’autrice del libro di poesie “Crystal Flowers”, oltre ad essere stata una pittrice e stilista.
E’ proprio questo esotico trio, la fonte di ispirazione per le 33 creazioni che vanno a formare la collezione di Elisa Palomino, chiamata appunto “Crystal Flowers” in loro onore.

 

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Vi ritroviamo qualcosa di tutte e tre le sorelle, amanti della moda al punto da sovvertirne qualsiasi regola e dettarne nuovi trend: sapere che Ettie amava indossare parrucche rosse e tanti diamanti ci ha spiegato il perché le modelle avessero delle strepitose parrucche dai colori dei sorbetti, lilla, blu e arancione, pettinate nelle piccole ondine tipiche delle acconciature anni’20. Anche il make-up, variopinto e quasi carnevalesco, riprendeva l’irriverenza delle tre signore verso gli schemi e, ci ha detto Elisa, era anche un omaggio a tutte quelle signore over 60, sue amiche e muse che a volte magari esagerano un po’ con il trucco ma proprio per questo si rendono adorabili fonti di ispirazione.

 

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Con le parole di Elisa ancora in testa, immaginando Florine nei suoi abiti orientali e Carrie, negli abiti più eccentrici, mentre intrattenevano ospiti illustri al suono del grammofono, a sfilata iniziata questo quadro si è fatto ancor più reale, tanto da farci immergere in una delle loro pazze soirée. 

Le modelle hanno fatto il loro ingresso con boa di struzzo attorno alle spalle e con il capo abbellito da esuberanti cappellini da cocktail, avvolte in morbidi velluti e chiffon evanescenti. Il tutto in una vibrante tavolozza dei colori più accesi: dal fucsia al viola, dall’arancione al rosa shocking  e al giallo, abbinati all’eleganza del nero.
Una collezione all’insegna della femminilità e del gusto old fashion, in cui i fiori sono il tema principale e li ritroviamo un po’ ovunque: dalle rose sul velluto devoré rosa utilizzato per abiti-tunica dall’elegante taglio anni’20, oppure nelle tante rose che vanno ad ornare l’ampio collo del maestoso cappotto in velluto nero e della borsetta e cappellino abbinati.

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Intarsi floreali e motivi cinesi compaiono a sorpresa su capi spalla in Alcantara e di pelliccia e fiori oversize in sgargianti fucsia e arancione decorano trasparentissimi abiti in chiffon nero che vestono il corpo come una seconda pelle.

È un tripudio di colore, di fiocchi, e di pailettes, in cui divertenti abiti Charleston si alternano con lunghi abiti da sirena in lucidissimo satin nero e bolero di piume, mentre a intricati mini abiti abbinati a tutine in micro-rete a effetto tatuaggio seguono total-look a stampa leopardata.
Tutto questo, insieme ai pazzi cappelli dalle mille fogge e colori, alle parrucche e gli abiti da geisha di altri tempi concorre a rappresentare lo stile di vita e l’eccentricità avant-garde delle sorelle Stettheimer.

Le creazioni di Elisa Palomino si distanziano deliberatamente dai trend e si fanno portatori di una profonda sensibilità femminile. La moda è qui usata come pura espressione personale e come presa distanza dai dettami della società.  Elisa dedica la sfilata alla sua ex insegnante, amica, mentore e musa Natalie Gibson e ci fa venire voglia di andare in soffitta e cercare il baule della nonna, per agghindarci con i suoi vestiti e gioielli, proprio come facevamo da bambine. 

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