Hattori Hanzō, anche conosciuto come Hattori Masanari, fu un famosissimo samurai e maestro ninja dell’era di Sengoku. A lui viene attribuito il mitico gesto di eroicità dell’aver salvato la vita del suo lord e futuro shogun Tokugawa Ieyasu nel 1582, portandolo al sicuro nella sua provincia natia di Mikawa e di averlo aiutato a diventare e comandante del Giappone unito.
Oggi la storica figura di Hanzō viene ritratta in varie forme nella moderna cultura popolare: nelle sembianze del personaggio del videogioco Samurai Warriors, nei giochi di combattimento Samurai Shodown e World Heroes.
Diventa inoltre personaggio manga e successivamente anime nella serie Samurai Deeper Kyo e appare spesso in film famosi, tra cui Kill Bill vol.1 (2003) di Tarantino, in cui Hanzō è un maestro samurai e un abilissimo forgiatore di spade a cui viene commissionata la creazione di una speciale katana per la protagonista. Lo stesso attore che lo impersonifica in Kill Bill, Sonny Chiba, ha recitato nelle sue vesti anche nella serie Hattori Hanzō: Cage No Gundan (Shadow Warriors), in cui lui e i suoi discendenti sono i protagonisti.
Nato da Hattori Yasunaga, un samurai di basso rango al servizio del clan Matsudaira, si guadagnò ben presto il soprannome di “Oni” (Diavolo Hanzo) per la sua innata abilità nel mettere in pratica prodi tattiche durante le operazioni.
Combattè la sua prima guerra a soli 16 anni e servì con coraggio nelle battaglie di Anegawa (1570) e Mikatagahara (1572).
Era conosciuto per essere un esperto stratega e un maestro del sōjutsu, l’arte marziale giapponese di combattimento con le lance. Si dice che abbia vissuto i suoi ultimi anni come un monaco, sotto il nome di “Sainen” e che abbia costruito il tempio di Sainen-ji, a lui intitolato e costruito per commemorare il figlio maggiore di Tokugawa Ieyasu, Nobuyasu, accusato di cospirazione e obbligato a compiere il seppuku, il suicidio d’onore dei samurai. Hanzo fu chiamato per finirne le sofferenze ma si rifiutò di alzare la spada e spargere il sangue del suo stesso lord. Per questo Ieyasu lodò il suo onore e disse “Anche un demone sa versare lacrime”.
Persino abilità soprannaturali furono attribuite al valoroso combattente, quali la psico-cinesi e la precognizione.
Dopo 4 giorni dalla sua morte, sopraggiunta a 55 anni, ad Hattori Hanzō successe il figlio Masanari il quale, con i suoi uomini, aveva il compito di difendere il Castello di Edo, quartier generale del governo del Giappone finalmente unito.
Tutt’oggi sono ancora molte le onorificenze alla vita dell’eroe Hanzo. Ad esempio il Tokyo Imperial Palace (un tempo residenza dello shogun) ha un cancello dedicato ad Hanzo, l’ Hanzōmon, e la linea della metropolitana Hanzōmon è quella che corre dalla Stazione Hanzōmon al centro di Tokyo fino ai sobborghi della città dove una volta si trovava la sua casa.

I suoi resti giacciono ora nel cimitero del Tempio di Sainen-ji, insieme alla sua al suo elmetto da battaglia e la sua lancia preferita, donatagli dallo shogun in persona e da lui successivamente donata al tempio come offerta votiva.







