I kamon (家紋 – Da “Ka”: famiglia, “Mon”: emblema) erano emblemi usati per identificare le famiglie giapponesi.
In origine venivano utilizzati come decori per tessuti, usati sugli abiti dall’aristocrazia in modo da distinguere chi li indossava, o per simboleggiare la propria appartenenza a un clan o organizzazione. Questi emblemi erano infatti ritrovabili sui kimono, utilizzati per donare al capo un più alto grado di formalità ed eleganza, in genere visibili su entrambi i lati del petto, sulle maniche e sulla schiena. In seguito furono usati anche in battaglia su bandiere, tende e equipaggiamento. Comparivano inoltre all’ingresso dei palazzi, indicando la famiglia che vi risiedeva.
La maggior parte dei kamon consiste in figure circolari di piante, animali e di oggetti, sia naturali che divini. Sono inoltre utilizzati kanji, figure geometriche e simboli religiosi. Oggi possono essere ritrovati nei loghi di negozi e specialmente di ristoranti sushi, così come sulle confezioni di tofu, sake, senbei e altri prodotti alimentari della tradizione giapponese.










