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05.04.2012

Takashi Murakami, l’artista del superflat

È spesso etichettato come il nuovo  Andy Warhol. Proprio come la star della Pop Art, il 42enne giapponese Takashi Murakami unisce high e low (alto e basso), consumismo e arte, prendendo immagini della cultura di massa e trasformandole in opere d’arte originalissime.

 

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Si differenzia però dal suo predecessore nel fatto che, a differenza di Warhol le cui opere avevano prezzi esorbitanti per la loro unicità, Murakami non eleva la sua arte a qualcosa di troppo alto e irraggiungibile, ma la mette a portata di tutti, creando non solo sculture e dipinti ma anche oggetti di uso quotidiano quali porta-chiavi, T-shirt, bambole, tappetini per il mouse e persino borse Louis Vuitton a edizione limitata.
L’eredità culturale giapponese è la chiave per la sua arte: cresciuto a Tokyo, Murakami sa bene che in Giappone la gerarchia tra alto e basso non esiste; la sua “mercanzia d’arte” ritrae quindi personaggi dei fumetti manga e gli anime dei cartoons presi direttamente dalla cultura popolare. Egli celebra così il mercato e l’economia e di certo il mercato ricambia il favore: basti pensare a come la sua borsa Louis Vuitton è diventata uno dei best-sellers della casa di moda francese e a come sia riuscito a creare un impero basato sulle sue produzioni. Una delle sue sculture più famose, Mr Pointy, è stata recentemente acquistata da François Pinault, possessore della casa d’aste Christie’s, per ben 1.5 milioni di dollari. E pensare che la sua carriera nell’arte è iniziata in maniera più che canonica: studente della Tokyo National University, si stava specializzando in pittura Nihonga con un dottorato.

Negli anni’80, con l’ascesa della cultura pop e dei manga, decise che la sua arte doveva essere qualcosa di utile alla vita giapponese quotidiana. Inizio così ad analizzare fenomeni come Topolino, Hello Kitty, Miffy e ne investigò le ragione della loro immensa popolarità. Da ciò ne risultò Mr DOB, nel 1993, il suo personaggio più popolare.

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Murakami è chiamato l’artista del superflat (ultra-piatto), poiché la sua arte è rifiuta l’illusione della prospettiva e della profondità. Tutto è concepito in modo altamente computerizzato, con disegni fatti a mano su un notebook tascabile, scannerizzati poi in un computer, passati a Adobe Illustrator, uniti con altre immagini prese dal suo personale immenso database virtuale, ripassati su tela e ridipinti.

Il superflat cattura la realtà della tecnologia di oggi, sempre più predominante nella nostra società: schermi TV ultra-piatti, iPad e quant’altro, tutti privi di profondità, piatti appunto. Questo si collega inoltre al suo voler livellare la differenza tra high e low: una delle sue sculture può vendere per milioni di dollari, ma lo stesso soggetto può anche comparire su un porta-chiavi che vale qualche spiccio.
L’occhio per il business dell’artista è inoltre continuamente affinato dalle sue letture: ammette infatti di essere un fan dei libri di Bill Gates in cui trova validi consigli sul management delle aziende. Presidente della Kaikai Kiki, la sua produzione artistica avviene in una vera e propria fabbrica, la Hiropon Factory appena fuori Tokyo, dotata di altissimi livelli di organizzazione e governata inoltre con estrema cura nel controllo dei costi. Murakami è inoltre un grande promotore di nuovi talenti: due volte all’anno indice il festival GEISAI per artisti emergenti.

 

 

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